VIBO VALENTIA, la stagione estiva è alle porte; porte che, rimanendo così le cose, rischiano d’essere aperte su una problematica che è ormai diventata una piaga per il Vibonese: la depurazione.

A rigirare il dito nella ferita è il sub commissario della Femca Cisl Calabria, Giuseppe Conocchiella, il quale chiede, per l’ennesima volta, la riapertura di un confronto in Prefettura con Ato, azienda e amministrazioni interessate.

Al contempo mette le parti in causa sul chivalà considerato che ad oggi gli impianti – complessivamente riguardano 17 comuni della costa – «sono al limite del rendimento per insufficiente manutenzione ordinaria e assenza totale di quella straordinaria».

Una situazione partorita da una serie di circostanze che contribuiscono – e non è il primo anno – a rendere le cose più complicate di quelle che sono. In pratica il sistema depurazione si ritrova al centro di una girandola di responsabilità che chiama in causa le stesse amministrazioni comunali, l’Ato 4 e la ditta che gestisce il servizio.

Le prime – almeno non tutte – pagano per i servizi ricevuti, per cui l’Ato non riceve quanto convenuto e a sua volta non riesce a onorare il contratto stipulato con la ditta (la Dpr costruzione, che gestisce il servizio dal 2009). Questa a sua volta «pretende che i lavoratori, complessivamente 24, continuino a prestare la propria opera – spiega Conocchiella – in modo gratuito anche in assenza degli istituti contrattualmente previsti in materia di salario, vestiario, Dpi, mezzi aziendali e così via».

E per evitare che la situazione continui ad avvitarsi su se stessa, senza possibilità di venirne fuori con il rischio di seri problemi dal punto di vista igienico-sanitario-ambientale, la Femca Cisl ha intensificato le richieste d’incontro con l’azienda «completamente latitante» e le amministrazioni interessate, ma senza riuscire finora nell’impresa. Intanto – secondo quanto evidenziato dal sub commissario della Femca – la situazione si aggrava e neanche gli stessi operatori turistici intervengono. «Sembrano disinteressati alla questione – osserva Conocchiella – ritenendo forse che i loro clienti non si accorgeranno dello stato del mare e delle spiagge».

Insomma la questione è complessa e rimanendo tale rischia di esplodere non potendo contare in eterno «sul buon senso e la serietà» dei lavoratori. «In Prefettura la Dpr dichiara di non poter continuare a garantire il servizio in queste condizioni – rileva il sindacalista –. L’Ato 4 e l’assessore provinciale delegato dichiarano candidamente di non essere nelle condizioni trovare le risorse necessarie (circa 2 milioni e mezzo di euro), da alcuni Comuni non pagate per servizi avuti. Dal canto suo la Dpr non è in grado di pagare il fatturato, mentre i Comuni interessati al piano di rientro trovano mille ragioni per dimostrare – spiega Conocchiella – che quanto richiesto dall’ufficio tecnico dell’Ato, in base al calcolo dell’utenza equivalente, non sia applicabile, che le richieste sono esose, che mancano i fondi e che prolungheranno lo stato di insolvenza sine die».

Insomma un “palleggio” di responsabilità, avallato dall’alibi di leggi in materia poco chiare, a cui la Femca Cisl chiede venga posta fine «armonizzando il settore idrico integrato con l’individuazione di un soggetto unico cui affidare i poteri decisionali non solo d’indirizzo, ma anche economico-operativi e la responsabilità civile, oltre che politica, del mancato funzionamento del servizio».

Riteniamo la questione estremamente urgente, è vergognoso che una costa come la nostra, tra le più belle d’Italia, debba rischiare il fermo della depurazione delle acque, sono anni che si va avanti con queste pagliacciate, sempre a ridosso della stagione estiva, speculazioni che devono trovare dei responsabili precisi!

Chiediamo a gran voce, l’intervento immediato di tutti gli amministratori dei comuni coinvolti, inoltre chiediamo l’intervento del presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti al fine di scongiurare il fermo di tali strutture, fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente e dell’economia dello stesso territorio, che si basa ricordiamo, principalmente sull’indotto turistico.

Il nostro meraviglioso territorio, già martoriato da abusivismo, dissesto idrogeologico e abbandono, non merita la sua completa distruzione, individuiamo le responsabilità e debelliamo questa piaga, incrementiamo gli investimenti in questo settore, la posta in gioco, è troppo alta.

Fonti :

http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/index.html

http://www.gazzettadelsud.it/default.aspx

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