È giunto il momento in Italia di istituire un nuovo Ministro, quello per l’Onestà, ma assolutamente senza portafoglio, mai cadesse in tentazione.

Al contrario di quanto accaduto con il Ministro per il Decentramento (se questo era il nome esatto, maa!) è utile sin da subito individuare i compiti e le deleghe da attribuirgli. Io pensavo ad una sola delega (se ne avete altre in mente…), tutte le altre in fondo sono già attribuite ad altri organi dello Stato, dalle Commissioni parlamentari, alla Magistratura, dalle varie Autorità garanti alla Guardia di Finanza.

Ecco la delega: ad ogni seduta del Parlamento, ad ogni convocazione del Consiglio dei Ministri, ad ogni riunione del CSM, e così via, dovrebbe avviare i lavori ricordando che ogni decisione deve essere presa a favore del “Popolo italiano”, che le loro dichiarazioni sono fatte in nome del “Popolo italiano” e che, infine, prima o poi dovranno dare conto del loro operato al “Popolo italiano”.

A pensarci meglio è forse più corretto cambiare formula. In effetti, siamo il “Popolo” (italiano) che più di tutti evade le tasse in Europa, che più di tutti costruisce abusivamente (sono oltre 2 milioni le case fantasma recentemente denunciate dall’Agenzia del Territorio, oltre 2 milioni!), che ha dato il nome alla malavita organizzata (la mafia). In effetti noi “Popolo” (italiano) non siamo proprio dei campioni della legalità.

Però, c’è sempre un però, è anche vero che abbiamo Roma con i suoi monumenti, la Calabria con il suo mare, la Toscana con le sue campagne, la Sicilia con la Valle dei Templi, Venezia con il suo Canal Grande e molto altro ancora.

E allora ecco la mia proposta per una nuova formula: nel nome del “Territorio italiano”, almeno fino a quanto il “Popolo italiano” non lo avrà distrutto con le varie discariche abusive, l’abusivismo immobiliare, la realizzazione di nuove centrali elettriche a carbone, l’affondamento di navi con scorie radioattive, ecc. Quindi sbrighiamoci ad istituire questo nuovo Ministro, altrimenti bisognerà pensare ad una nuova formula da fargli dire. 

P.S. “La satira è un punto di vista e un po’ di memoria” (Luttazzi)

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